Colors for the Fool

Il colore portafortuna di oggi, estratto dai tarocchi

Peschi una carta / La Forza

La Forza, rosso. Il colore appare nello specchio al centro.

Rosso

Al rovescio · #FF0000

Una donna sta sulla soglia tra la natura selvaggia e il controllo, la mano premuta con forza sulla mascella del leone, non per placarla ma per chiuderla. Nel cortile silenzioso dove affronta la bestia, la coda del leone sferza il terreno. Sopra di lei uno stendardo schiocca e tira nel vento, la stoffa rigida come il suo polso. Il senso di calmo coraggio della carta scivola via; più lei preme, più gli artigli affondano nella pietra sottostante. La forza, in questa posizione, non è più una guida gentile. È una stretta, una mano che insiste anziché invitare.

Attraverso miti e regni l'immagine ritorna. I saltatori di tori di Cnosso, che negli affreschi volteggiano sopra le corna, credevano che il mondo avrebbe dato ascolto all'audacia. Ma quando le burrasche del Mediterraneo si facevano violente, le vele delle loro navi si strappavano e i papaveri nei campi si piegavano sotto il vento che spazzava ogni cosa. Il papavero, i petali sparsi e lo stelo spezzato, non cede perché glielo si chiede: cede perché vi è costretto. Tra le antiche mura di Marrakech, a mezzogiorno, le melagrane si spaccano sotto il calore del sole, non raccolte ma incrinate da giorni senza pioggia. Le strade colano di succo, appiccicoso sotto i piedi dei venditori del mercato, le cui mani sono già macchiate. La bandiera del minareto, come la mano della donna, ora non sventola: è tenuta tesa dalla raffica implacabile del deserto.

Forzare significa tentare di tenere fermo il mondo, ma il mondo non è fatto per l'immobilità. Sulla Via della Seta i mercanti si facevano strada tra le tempeste di sabbia, la testa avvolta nella stoffa usata un tempo per segnalare l'urgenza: un brandello legato in testa alla carovana. Quando le bufere costringevano gli accampamenti a fermarsi, mangiavano ciò che avevano a portata di mano. Bacche raccolte troppo presto, aspre e pungenti, la buccia che si spaccava tra i denti. Sotto la dinastia Han, nei giorni di festa, le carpe risalivano la corrente e venivano pescate e bollite prima del tempo, la carne soda e dura, qualunque cosa il fuoco tentasse di trarne.

La storia è piena di strette simili. Nelle cucine di Siviglia il pestello del mortaio macina i peperoncini finché si alzano nuvole che pungono gli occhi. Nei campi fuori Siena i fornaciai impilano le tegole nei forni, sigillando il calore dentro come per impedirgli ogni via di fuga. Quando il primo tuono di un temporale estivo rotola sulla steppa, i pastori radunano le greggi e appendono lanterne alla finestra, un segnale per tornare, un avvertimento ad aspettare. La violenza del temporale piega il grano a terra, e i petali degli anemoni selvatici si spargono nei solchi fangosi.

Anche in casa l'istinto di stringere è familiare. Un giocattolo di un bambino, un sonaglio a forma di mela, giace dimenticato dopo un litigio, la lacca scheggiata dove il manico è stato stretto troppo. Uno strofinaccio, strappato via dal filo, avvolge barattoli di conserva bolliti troppo a lungo, i coperchi sigillati così stretti che bisogna aprirli facendo leva con la punta di un coltello.

Eppure il rovesciamento della carta offre un'occasione per accorgersene. Oggi si potrebbe allentare la presa sulle cesoie da giardino tagliando le rose tardive, lasciando che sia lo stelo a guidare la mano. Tagliando una pagnotta del forno, si può affettare con un lento movimento avanti e indietro, senza premere verso il basso. Se fuori infuria un temporale, lo guardi dalla finestra e lasci passare il tuono invece di gridargli sopra. Se la melagrana si spezza tra le mani, ne assaggi i chicchi così come vengono, senza cercare di separarli o di contarli.

Il colore portafortuna di oggi è rosso.
Lucky Color: Red — #FF0000C'è coraggio nell'allentare la mano.
Certe tempeste passano quando non le si forza.

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