Nel giardino, al mattino, la rugiada resta aggrappata ai petali degli arbusti che si allargano, e l'aria fresca ammorbidisce i contorni del giorno. Qui stanno due figure, i piedi che sfiorano appena l'erba, con un sentiero che si biforca davanti a loro. Gli alberi si inarcano in alto e proiettano ombre leggere; il mondo sembra zittirsi, in attesa del momento in cui si compie una scelta. Non è l'urgenza di un bivio, ma il quieto invito che si trova in una possibilità condivisa. Il giardino è antico, forse antico quanto il mito, eppure il legame che nasce tra queste due persone è nuovo come il primo profumo che si leva quando un fiore viene schiacciato piano nella mano.
Accanto a loro, cespi di spighe fiorite liberano il loro profumo. Non sono selvatiche, ma curate: steli recisi che riempiono un cesto intrecciato, destinati ai sacchetti da infilare tra le lenzuola. Nei mercati antichi questi fiori venivano scambiati a mazzi con miele e stoffe, e le loro spighe essiccate erano preziose per calmare le notti inquiete. Lontano dai campi della Provenza, dove muretti bassi chiudono i filari di queste piante, i loro grappoli pallidi e quasi spettrali trovano ancora posto nelle cucine e nei salotti. Sul davanzale c'è un vaso pieno dell'acqua di una pioggia recente, con rami raccolti con cura. La luce che entra dalla finestra è morbida e diffusa, cade sulle ciotole di porcellana e spolvera ogni cosa di una foschia gentile.
La scelta non è sempre fragorosa. A volte è il gesto di prendere un fazzoletto di lino pulito dal cassetto del comodino, spiegato tra due mani e premuto sulle labbra. A volte è il ricordo di incartare una piccola torta profumata di petali, da dividere sulla panca di pietra dietro la casa. Nelle campagne inglesi, un tempo, le donne spargevano questi petali sulle soglie per invitare la fortuna e la pace. In certe cucine se ne mescolano alcuni nei biscotti di pasta frolla o si lasciano in infusione nella panna, e il sapore resta sottile e persistente molto dopo la fine del pasto.
Anche il tempo può portare il senso di un inizio. All'inizio della primavera una foschia leggera scivola sulla valle, non abbastanza densa da inzuppare i vestiti, ma quanto basta per sfumare il confine lontano tra il frutteto e il campo. L'aria ha un profumo appena dolce, e quando la foschia si dirada il giorno sembra insieme nuovo e familiare, come i primi accordi di una canzone amata. Le persone si muovono lentamente, consapevoli della promessa gentile che aleggia al margine della loro giornata.
Nella quiete del mattino si può infilare un sacchetto profumato sotto il cuscino e lasciare che il suo odore accompagni un risveglio tranquillo. Si può versare acqua calda sui fiori essiccati e respirarne il vapore, lasciando che l'aroma addolcisca le preoccupazioni non dette. A una tavola apparecchiata per due si può dividere una fetta di torta, e ogni boccone ricorderà i giardini e la calma che segue una scelta fatta insieme. Oppure si possono spargere alcuni petali sul davanzale, credendo alle vecchie storie secondo cui gesti simili favoriscono l'armonia nella casa.
Il colore portafortuna di oggi è rosa lavanda.
Lucky Color: LavenderBlush — #FFF0F5Un inizio gentile e il legame della scelta: ecco la benedizione del giorno.