Una ghirlanda di foglie circonda la danzatrice al centro della carta, con le braccia tese mentre segna la fine di un viaggio e l'inizio di un altro. Quattro creature viventi guardano dagli angoli, il leone, il toro, l'aquila e l'essere umano, testimoni silenziosi del giro che si chiude, con il nastro annodato stretto in un gesto di compimento. La carta custodisce una promessa di interezza, un mondo raccolto e legato con solennità, come un raccolto al suo culmine.
Immagini uliveti su una collina assolata, dove l'aria porta un profumo resinoso e il vento tremola tra le foglie appuntite. Questi alberi, antichi e nodosi, prosperano nella terra sassosa e sotto estati dure, con le radici che scavano a fondo in cerca d'acqua. Il loro frutto, piccolo e sodo, è stato raccolto da generazioni: colto a mano, a volte abbacchiato con lunghe pertiche finché cade con un colpo sordo sui teli di lino stesi sotto. In questo lavoro quieto e tenace c'è un senso di compimento, con ogni albero che gira attraverso stagioni di fioritura, fruttificazione e riposo, e ogni ciclo che si chiude con il raccolto.
Il frutto viene selezionato, lavato e spremuto in stanze dai muri di pietra. Le mani che hanno lavorato negli uliveti ora alimentano il torchio, girando la vite finché un olio denso e aromatico trasuda dalla polpa. Quest'olio riempie giare di terracotta, allinea gli scaffali di legno e si raccoglie in piatti bassi sui tavoli di cucina. Si usa per ungere la fronte degli stanchi, per spennellare le pagnotte prima di infornarle e per alimentare le lanterne che tengono lontana la lunga notte. Nel mondo antico, quest'olio segnava la fine delle battaglie e l'incoronazione dei re; veniva versato sugli altari di pietra e usato per suggellare i trattati. I rami dell'albero, intrecciati in corone, cingevano poeti e vincitori, segno vivo di conquista e di pace.
Ci sono paesi il cui nome nasce da questi uliveti, dove la forma dell'albero compare sulle monete e sulle porte delle case. In piazza, il frutto spremuto viene venduto da donne con le mani macchiate dal lavoro, che si passano ricette e storie da una stagione all'altra. Recipienti per l'olio e per le olive in salamoia stanno nelle dispense, in attesa dell'inverno. In queste regioni il tempo si misura per cicli: prima il caldo secco, poi i temporali improvvisi che lavano la polvere dalle foglie, e infine il tepore gentile che invoglia i primi germogli a spuntare dai rami. Quando il frutto abbonda, è segno che il lavoro dell'anno ha chiuso il cerchio.
Si può intrecciare una corona di rami sottili e appenderla sopra la porta, per segnare un traguardo o accogliere la pace. Si può versare un filo dell'olio di quest'albero sulla cena, assaporando il lavoro di molte mani e di molte stagioni. Se si possiede una pietra liscia raccolta nell'uliveto, la si può mettere accanto al letto, quieto promemoria di resistenza e rinnovamento. All'alba si può legare un nastro, una semplice fascia, intorno al polso o a un barattolo, suggellando le proprie intenzioni come fa la danzatrice al centro del mondo.
Il colore portafortuna di oggi è oliva.
Lucky Color: Olive — #808000Il compimento è a portata di mano; il cerchio si chiude da sé.