Un trono scolpito nella roccia sta indisturbato sopra la valle del mondo, levandosi da un pavimento d'ardesia che un tempo premeva sul fondo del mare. Il seggio dell'Imperatore è plasmato da mani che conoscevano la pazienza e il lento governo dell'insediamento: pietra su pietra, sollevata, incastrata e fissata nella certezza. Dietro di lui la parete della montagna conserva intatte le sue linee, impermeabile al vento e alla pioggia vagante, un luogo dove i confini non si dichiarano ma si mantengono in un tacito accordo tra la cengia e il cielo. Le regole qui non si gridano; sono incastonate, antiche come il tempo che modella un crinale o come il progetto che guida la mano di un costruttore.
Salendo, sotto i Suoi scarponi il mondo è lastricato delle stesse pietre durature cavate da antiche colline. Gradini tagliati e posati in una progressione ordinata, con il sentiero visibile anche quando la nebbia del mattino si posa e l'aria sa di ardesia umida dopo la pioggerella notturna. Case coloniche vecchie di secoli poggiano le fondamenta su queste lastre larghe e piatte: confini abbastanza forti da tenere fuori la natura selvaggia e segnare la linea tra il campo e la casa. A volte, al margine di una brughiera, Le può capitare di trovare la casetta di un pastore coperta di tegole pesanti, ognuna staccata dagli strati della terra, ognuna resa salda e opaca da anni di pioggia e di gelo.
In città lontane dalle radici della montagna i tetti e i davanzali portano ancora il segno di questa pietra. Nelle mattine fresche i cortili luccicano di un sottile velo di rugiada, con l'acqua che si raccoglie in gocce lungo i bordi delle lastre: solide, affidabili e indifferenti alla fretta del giorno. L'ordine dell'Imperatore è qui, in ogni passo misurato attraverso questi cortili, nella polvere depositata lungo una vecchia trave del tetto, nel ritmo regolare della pioggia su una serra costruita nel rispetto del peso e dello scopo della pietra.
A ovest i minatori scavavano un tempo in profondità negli strati di ardesia, con gallerie che correvano dritte e precise, e i confini del loro lavoro segnati dalle grida degli uomini e dal colpo regolare del piccone sulla roccia. Ogni lastra sollevata dall'oscurità diventava parte del mondo di sopra: una lapide, un tavolo, la lavagna di una scuola o l'insegna fuori da una bottega. La permanenza di questo materiale prestava la sua forza alla legge e alla lezione, ai nomi e ai numeri scritti nitidi ogni mattina e cancellati senza traccia ogni sera. Ancora oggi musei e biblioteche hanno gli ingressi rivestiti di una pietra che ricorda ogni passo.
Quando i temporali scendono dalle colline, l'ordine dell'Imperatore si rivela nella resistenza dei tetti e dei confini. La pioggia arriva, costante e insistente, picchiettando sulla pietra immobile. Dentro, il mondo sembra assestato; i muri tengono la natura selvaggia lontana dal focolare, il vento di fuori lontano dalle conversazioni di dentro, e la strada mantiene la sua linea verso casa. L'abitudine di restare all'asciutto, di curare il fuoco, di controllare il chiavistello, è un conforto che nasce dal confine e dall'ordine.
Oggi può pulire la soglia di casa e posare una pietra piatta dove far riposare gli stivali. Può percorrere il sentiero intorno alla Sua casa, seguendo ogni muro, ogni staccionata, con la ferma sicurezza dei confini mantenuti. Raccolga gli attrezzi di casa e li disponga in file, dando a ogni oggetto il suo posto stabile. A fine giornata scriva i Suoi propositi su una pietra o su un foglio posato sopra una lavagna d'ardesia, e lasci che le Sue parole riposino lì, custodite dalla tradizione dell'Imperatore.
Il colore portafortuna di oggi è grigio ardesia.
Lucky Color: SlateGray — #708090Lasci che l'ordine ancori i Suoi progetti. I confini tengono sgombra la strada.