Due colonne, silenziose e incrollabili, incorniciano l'ingresso di una stanza dove fili di conoscenza pendono nell'aria, visti a metà. Tra loro scende un velo, tessuto così fine che il mondo al di là sembra sfocato, e invita al silenzio ma rifiuta l'ingresso. Ai piedi delle colonne un rotolo riposa in grembo alla Papessa, con le lettere nascoste dalla pergamena chiusa con delicatezza. Il rotolo è sigillato non con la ceralacca, ma con la quiete paziente dell'attesa. Dietro di lei l'acqua è immobile: uno specchio che custodisce segreti e la promessa del riflesso.
Oltre la stanza, in una terra dove il vento caldo sospira tra colline basse, campi di un'antica pianta profumata si stendono quasi a perdita d'occhio. Tanto tempo fa i monaci portavano fasci di questa pianta nelle biblioteche dai muri di pietra, posandoli in piccole ciotole sopra i manoscritti per proteggere le parole dagli insetti e dalla polvere. Nella quiete di quelle biblioteche gli studiosi voltavano le pagine mentre il profumo calmava le menti irrequiete, guidando i pensieri verso l'interno. Questa pianta, con gli steli sottili e le spighe gentili, orla i giardini labirintici degli antichi monasteri, un confine tra lo spazio coltivato e la natura selvaggia che sta oltre.
Questi campi attirano viaggiatori da secoli, con i sentieri segnati dal ronzio leggero delle api. Nei mercati della Francia meridionale i mazzi vengono legati con il filo e venduti accanto al miele e al sapone. I fiori secchi della pianta riempiono sacchetti infilati nei cassetti e negli armadi, sprofondati tra la biancheria, a tenere lontane le tarme e a dare un'aria antica e calma agli angoli silenziosi della casa. In cucina i rametti vengono lasciati in infusione nello zucchero per essere incorporati nei biscotti, o finiscono nei barattoli di miele, infondendo nella dolcezza qualcosa di lento e floreale.
Al tempo dei Romani si versava l'acqua su manciate di questi fiori prima di versarla nelle vasche da bagno, perché si credeva che garantisse chiarezza di mente e purezza di intenzione. Quando il sole è alto, i campi luccicano sotto una sottile foschia mattutina, un tempo breve che ammorbidisce i contorni di ogni stelo e di ogni petalo. Nel tardo pomeriggio le stesse piante possono annuire nella quiete che si posa dopo una pioggia estiva, con l'aria piena di un profumo caldo e pulito.
Ci sono luoghi dove le donne raccolgono i fiori all'alba, con la rugiada ancora aggrappata alle mani. I loro cesti sono intrecciati col salice, bassi e larghi, fatti per lasciar passare l'aria mentre il raccolto asciuga. Nell'ombra fresca dei magazzini i fiori vengono appesi alle travi e riempiono l'aria di una fragranza che resta per mesi. Gli artigiani raccolgono gli steli secchi e li intrecciano in bacchette, poi li legano con nastri come portafortuna o li donano come pegni di pace. Nella quiete di una camera da letto un sacchetto cucito a mano viene infilato sotto il cuscino, a invitare sogni gentili.
Nella quiete potrebbe riempire una ciotolina di fiori secchi e posarla accanto alla Sua poltrona preferita mentre legge. Potrebbe lasciare i petali in infusione nell'acqua e spruzzarla sulla soglia di casa per un senso di calma. Se tiene un diario, prema uno stelo tra le pagine, lasciando che ricordo e profumo si uniscano. Oppure potrebbe semplicemente sedersi accanto a una finestra, con in mano una tazza di tè in cui hanno riposato questi fiori, per ascoltarsi dentro: aspettando, come aspetta la Papessa, che i segreti si dischiudano.
Il colore portafortuna di oggi è lavanda.
Lucky Color: Lavender — #E6E6FASi fidi di ciò che è gentile e nascosto.
Una giornata per l'intuizione silenziosa.