Nei tarocchi il Sole sta in alto, di solito come un faro, ma al rovescio abbaglia, implacabile e pesante, e toglie profondità alla strada. Il sentiero è sbiancato da troppa luce, l'aria è secca e tagliente, e ogni passo solleva uno sbuffo di polvere. La lunga camminata sulla terra screpolata non ricorda la rigogliosità dell'arrivo, ma la resistenza che serve quando lo splendore diventa soverchiante. Gli abiti si attaccano e sfregano, la polvere filtra attraverso la stoffa, e le scarpe si riempiono della sabbia della pista che si allunga davanti senz'ombra.
Sono gli altipiani a mezzogiorno, dove il mondo è tutto pianoro e stoppie, con il sole che brucia in un cielo svuotato di nuvole. Qui la terra si sgretola e le zolle si spaccano sotto lo sguardo implacabile dall'alto. È il regno dove l'alpaca si muove a passi lenti e misurati, con il vello tessuto secoli fa in scialli spessi che riparano i pastori dal vento, ma non offrono rifugio dal bagliore. C'è il ricordo delle terrazze degli Inca, tagliate nei fianchi delle montagne, dove i semi devono lottare per l'umidità. Giù al mercato, i commercianti maneggiano sacchi di fagioli e di mais, con le mani secche e segnate da anni di sole e di terra, e ogni chicco è una testimonianza di tenacia.
Il lavoro del giorno è plasmato dalla necessità. In casa, un mortaio di pietra vulcanica sta su un tavolo consumato, usato per anni per macinare i chicchi tostati in pasta. L'odore del caffè macinato aleggia in cucina, e promette vigilanza ma mai riposo. Sulla stufa, una pentola ammaccata sobbolle con le patate, con la buccia spolverata del ricordo della terra. Il pasto è semplice, fatto con ciò che il campo dà e ciò che il sole ha risparmiato.
Fuori il vento spinge la sabbia in nastri sottili e pungenti. Le imposte delle finestre sbattono, con la vernice consumata da stagioni di caldo, e mostrano un legno ruvido al tatto e scheggiato ai bordi. Lungo la riva del fiume, vecchie brocche di terracotta sono messe in fila per raccogliere l'acqua prima che sparisca, con la superficie butterata da anni d'uso e dalla durezza della terra. Nel cortile, una stuoia intrecciata giace dove è stata lasciata dopo i lavori del mattino, con le fibre rigide e conciate dal sole.
Quando la luce è troppa, è il momento di ricordare gli attrezzi che durano: sandali di cuoio riparati e riparati ancora, un cappello intrecciato abbastanza fitto da non far bruciare il capo dal sole, il fresco che si trova riposando sul lato in ombra di un muro di mattoni crudi. Vivere con il Sole al rovescio significa trovare conforto in ciò che resiste alla siccità e al bagliore, scegliere ciò che sopporta il potere spogliante degli elementi.
Oggi potrebbe macinare a mano i Suoi chicchi di caffè, o lucidare un vecchio recipiente di terracotta finché cattura la luce del pomeriggio. Potrebbe riparare un paio di scarpe, dando nuova vita a ciò che Le ha fatto percorrere tanta strada. Oppure potrebbe sedersi accanto a una finestra aperta e ascoltare il vento, lasciando che Le ricordi luoghi lontani dove la strada è lunga e ogni passo è plasmato dalla pazienza.
Il colore portafortuna di oggi è ocra.
Lucky Color: Peru — #CD853FLa resistenza è una fortuna silenziosa.
Lasci che il lavoro delle Sue mani Le dia radici.