La carta del Sole, inclinata giù dal suo trono, sparge il suo calore in linee dure. La luce è implacabile e inghiotte le sfumature gentili tra ombra e splendore, così che il sentiero davanti appare dipinto piatto e fragile. Nel mondo del sole al rovescio, la strada si stende come un nastro duro di polvere e di calore, tremolante del ricordo di antichi commerci. Un tempo le carovane di cammelli attraversavano pianure come queste, dove ogni sasso e ogni ciuffo d'erba stentata sembrava tremare sotto il peso del mezzogiorno. Quando la luce cade troppo feroce, il terreno stesso sembra seccarsi, e i sandali del viaggiatore raccolgono granelli di terra, e ogni passo è una misura di pazienza e di resistenza.
Ci sono mattine, nelle città riarse del Levante o nei paesi fantasma del Sud-ovest americano, in cui la luce batte sugli intonaci e sui mattoni dei vicoli finché perfino l'ombra si ritira, lasciando solo il residuo della fatica nelle cuciture degli abiti. In quelle ore la cucina è un rifugio, e la mano cerca il cucchiaio di legno, con il manico modellato dal tempo e dai palmi consumati, o il pane la cui crosta conserva il ricordo dei campi di grano al tempo del raccolto, campi che un tempo ondeggiavano sotto cieli bruciati dal sole. Cuocere il pane, mescolare uno stufato che sobbolle in una vecchia pentola di terracotta: sono riti che onorano le terre dove la siccità è una maestra.
Viene in mente il mito della corsa di Fetonte, quando il carro del sole impazzì e bruciò la terra finché le sabbie si sciolsero libere e i fiumi si ridussero a fili. Dopo, gli uomini impararono a costruire con ciò che il sole aveva lasciato. In Nordafrica i mattoni si pressano con terra e paglia e si stendono all'aperto a cuocere, per diventare case e muri di giardino. Il procedimento è lento, il lavoro misurato, e c'è orgoglio nella resistenza di una cosa che porta il segno del sole senza cedergli. Anche i vecchi sandali parlano di luoghi così: suole malconce ma ancora salde, cinghie screpolate eppure affidabili, polvere macinata in ogni cucitura.
Nel cuore di una città di mercato arida, ceste di datteri e di pane azzimo riposano vicino al banco del calzolaio, dove scarpe di cuoio, molto camminate e rattoppate, aspettano un altro viaggio. Lì la voce del mercante è sommessa nel caldo, e racconta la storia di una strada che non finisce mai, di piedi che continuano a muoversi nella polvere, di ricette di famiglia che conservano la dolcezza del raccolto anche mentre i campi aspettano la pioggia. Al margine del mercato passa una carovana, e i cammelli si lasciano dietro una nuvola, con l'aria per un attimo ricca dell'odore di sudore, di terra e di spezie lontane. Le mani di un vasaio modellano un vaso al tornio, con l'argilla presa proprio dalla terra che il sole raschia, e ogni giro raccoglie memoria e la speranza di un giorno di acqua fresca.
Se la giornata sembra lunga e la luce inflessibile, beva acqua da un recipiente di terracotta non smaltata, sentendo il fresco che filtra attraverso l'argilla. Cammini sulla terra nuda o su assi consumate, lasciando che le piante dei piedi Le ricordino quanta strada ha fatto. Cuocia il pane o si prenda cura di una pianta che ama l'asciutto, dedicandole un'attenzione lenta. Si sieda dove il tocco del sole è filtrato e si conceda un po' di riposo, come fanno i viaggiatori alla fine di un sentiero.
Il colore portafortuna di oggi è marrone sabbia.
Lucky Color: SandyBrown — #F4A460Che la resistenza sia gentile, e che la strada secca Le insegni la pazienza.