Il fulmine colpisce, eppure il torrione regge. La Torre, nella sua forma capovolta, trema ma non cade. Sotto le sue pietre malconce, il mondo è sospeso in un'attesa inquieta. Nel sogno che precede il crollo c'è una pausa, la sensazione di un respiro trattenuto dietro i merli. Il muschio si arrampica sulla malta, e la pioggia filtra nelle crepe. La tempesta, esaurita la sua furia, lascia dietro di sé un mondo scivoloso di conseguenze e di incertezza.
Immagini una montagna dopo la pioggia, con i crinali scivolosi e insidiosi e le pietre che giacciono pesanti l'una sull'altra in una tregua inquieta. Nel Nord, da pendii come questi si cava da tempo l'ardesia: lastre piatte, impenetrabili, staccate da filoni antichi. Copre il tetto dell'ostinata casetta acquattata lì vicino, con le gronde scure di anni di intemperie. Sul tavolo della cucina di quella casa sta un bollitore di ferro, annerito dal focolare, con la superficie ruvida e butterata ma ancora utilizzabile, ancora in piedi. L'acqua all'interno resta appena sotto il bollore, con il vapore che si arriccia lieve nel silenzio che segue il tuono. Il pavimento sotto i Suoi piedi è di pietra, freddo e inflessibile, levigato dal passaggio di molti passi attenti.
Fuori, il giorno indugia sotto un cielo denso della promessa di altra pioggia. L'aria Le si stringe addosso, pesante e fresca, piena dell'odore di terra bagnata e di licheni. Il fumo di un camino lontano sale, lento e riluttante, come se non volesse turbare l'equilibrio. Un corvo si posa sul colmo d'ardesia, scuote le ali e si sistema ad aspettare. È il momento dopo lo sconvolgimento, quando non tutto è ancora perduto né ritrovato; uno spazio tra il colpo e la caduta, in cui le macerie si chiamano ancora torre.
In città, i vecchi edifici portano le cicatrici di incendi passati. Gli architravi sono striati, i davanzali ruvidi e anneriti da anni di fuliggine. Eppure le porte restano chiuse a chiave e i marciapiedi spazzati. Di notte passa un lampionaio, con una lunga asta di ferro. A ogni sosta la fiamma viene invitata a nascere, e l'oscurità si ritrae un poco, rivelando ciottoli lucidi di pioggia. Sotto la strada, gli operai posano tubi nuovi, usando piedi di porco e badili forgiati con lo stesso minerale del bollitore e dell'asta del lampionaio: attrezzi che sopportano la pressione e l'umidità, attrezzi fatti per reggere per ora, se non per sempre.
Le miniere del Galles e del Vermont hanno mandato la loro ardesia oltre gli oceani, a coprire le case di generazioni. Nelle stagioni più piovose le cave si riempiono d'acqua, e le loro profondità si fanno fredde e silenziose, eco del silenzio di pietre che si rifiutano di rotolare. Gli scolari passano saltellando accanto a queste fosse tornando a casa, con gli stivali che strisciano sul selciato e le mantelline da pioggia strette addosso. Anche mentre le industrie cambiano e le torri vengono sostituite da gru e cavi, la vecchia pietra resiste, in attesa del suo momento o che il tempo finalmente la raggiunga.
Potrebbe posare la mano sul bollitore della cucina e sentire dove indugia il calore, oppure uscire a guardare il cielo nuvoloso. Potrebbe rovesciare una lastra d'ardesia di un vialetto del giardino e scoprire sotto la fresca impronta di un lombrico. Potrebbe raccogliere gli attrezzi di ferro appoggiati accanto alla porta, controllando che non abbiano ruggine, ricordando le mani che li hanno usati prima delle Sue.
Il colore portafortuna di oggi è grigio ardesia scuro.
Lucky Color: DarkSlateGray — #2F4F4FLasci che la pazienza si posi negli spazi non ancora spezzati.
Trovi stabilità nell'attesa.