Nelle rovine logore della Torre, il disastro non è ancora completo. Il fulmine ha colpito, ma le pietre mantengono la loro forma, ribelli e tremanti. Ciò che resta è insieme un avvertimento e una promessa. L'impalcatura scricchiola nel vento, e la polvere aleggia dove il pavimento minaccia di cedere. Tutt'intorno c'è la sensazione di un crollo rimandato, come se il mondo trattenesse il respiro. In mezzo a tutto questo, un cavallo da lavoro sta legato a una vecchia bardatura, con il cuoio secco e screpolato dall'uso duro ma non ancora rotto. Aspetta, calmo, all'ombra della torre in rovina.
La vecchia sella che poggia su questo cavallo parla di innumerevoli viaggi attraverso pianure selvagge. Cucita a mano, ha portato il suo cavaliere oltre confini e tempeste, su per passi di montagna e dentro paesi dove l'aria era densa del profumo di castagne arrostite e del calore dei focolari aperti. La superficie della sella è segnata dal sudore e da anni di sole, modellata dal peso di coloro che dipendevano dalla sua forza. Un tempo era nuova e senza cicatrici, portata da mercanti lungo la Via della Seta o da messaggeri solitari che recavano notizie urgenti a città lontane.
Altrove, sul tavolo di cucina di una casa segnata dalle intemperie, una ciotola di legno contiene radici strappate dalla terra alla fine dell'autunno: pastinache e tuberi, con la buccia ruvida e terrosa, promessa di nutrimento nei mesi più magri. La ciotola stessa fu intagliata molto tempo fa dal tronco di una quercia che cresceva al margine dell'antica foresta, dove il terreno è sodo e il vento fa rabbrividire le chiome. Ogni scanalatura sulla superficie del recipiente ricorda un'ascia, una mano, il lavoro costante di plasmare qualcosa di utile dai resti di ciò che un tempo svettava alto.
Nella bottega oltre la cucina, pile di pelli conciate pendono da grossi pioli, con la superficie che porta l'impronta di mani innumerevoli. Qui il calzolaio siede curvo su un paio di stivali finiti a metà, con la suola cucita stretta, pronta a proteggere il piede dai sentieri sassosi. Il martello dell'artigiano batte piano, facendo eco al suono degli zoccoli sulla terra battuta. In un angolo, una briglia malconcia pende accanto al manico di un aratro, entrambi in attesa di essere richiamati al lavoro.
Fuori, i campi si stendono verso l'orizzonte, con il suolo umido dopo la pioggia della notte scorsa. L'aria porta l'odore dei cavalli e del terriccio, e il vento porta il ricordo di lontani incendi di sterpaglie. Al margine del pascolo, funghi selvatici spuntano attraverso le foglie cadute, con i cappelli cerchiati dalle tracce delle tempeste dell'anno scorso. Il cielo è basso, promette altra pioggia, ma il terreno sottostante resta solido, per ora.
Se cerca stabilità in mezzo allo sconvolgimento, lucidi una vecchia sella o oli una ciotola di legno con le Sue mani. Prepari un pasto con ortaggi da radice, onorando il lento lavoro della terra. Ripari o curi un attrezzo molto usato, anche se i suoi anni migliori sono passati. Percorra il confine della Sua casa al calar della sera, notando ciò che sta in piedi e ciò che attende di cadere.
Il colore portafortuna di oggi è cuoio.
Lucky Color: SaddleBrown — #8B4513La fermezza si trova in ciò che dura, anche quando il cambiamento si fa vicino.
Il crollo non è ancora arrivato: c'è ancora tempo per la cura.