Colors for the Fool

Il colore portafortuna di oggi, estratto dai tarocchi

Peschi una carta / Il Diavolo

Il Diavolo, avorio. Il colore appare nello specchio al centro.

Avorio

Al rovescio · #FFFFF0

Le catene nella carta del Diavolo ora sono allentate. Dove un tempo legavano, adesso pendono: gioielli alla gola, braccialetti per polsi un tempo pieni di lividi. C'è un silenzio nella volta di pietra, l'aria è stantia ma indisturbata, come se le forme che si acquattavano nell'ombra si fossero ritirate in profondità sotto le lastre di marmo. Nelle vecchie storie, la cosa che rode non sempre si riesce a sfuggire, ma a volte viene semplicemente ignorata, trasformata in un ornamento opaco. La mente fa una collana dei suoi vecchi ceppi e siede, immobile, nel silenzio.

Ci sono luoghi nel mondo in cui antiche bestie diventano trofei: le zanne intagliate da mani accurate, la superficie liscia, fresca, pesante, consumata fino a brillare da secoli di riti e commerci. Nei regni dell'Africa occidentale le zanne raccontavano storie, incise di linee e di racconti, ogni torsione e ogni increspatura un segno di re e di elefanti silenziosi, in lunga marcia. I palazzi le esibivano come segno di conquista, non della bestia, ma della propria fame più oscura, travestita da parate e cerimonie. Le vie commerciali serpeggiavano attraverso foreste umide e fiumi lenti, sotto nubi temporalesche che si addensavano nel tardo pomeriggio, quando l'aria si fa densa e il mondo si zittisce prima della pioggia. La ricchezza viaggiava sulle spalle dei portatori, scintillando della promessa di fortune lontane, eppure ogni segno conservava il ricordo della creatura vivente perduta.

Da qualche parte il reliquiario della chiesa luccica in un raggio di luce, custode del dente di un santo, di una scheggia della costola di un martire. L'altare è bordato di chiavi e lucchetti, e nel silenzio l'incenso sale a spirale, con il profumo che si attacca alle stoffe ricamate. I fedeli siedono in un mezzo silenzio, con i pesi del passato presenti ma mai esaminati, come se le sacre reliquie potessero assolverli da tutto ciò che portano. Le chiavi pendono dai ganci, inutilizzate, le porte lasciate socchiuse. Nulla qui è chiuso stretto.

Fuori il tempo è gentile, persistente: la morbida nebbia di primavera, che sale dal fiume e avvolge i campi e la città in una foschia fresca e avvolgente. Il mondo è sfocato, gli spigoli duri ammorbiditi. La gente si muove in silenzio, il fruscio dei passi che riecheggia contro la pietra, come per non disturbare i ricordi che dormono dentro le reliquie e gli scrigni intagliati. Nelle cucine le mani cercano il pestello posato in una ciotola, liscio, denso, segnato da anni d'uso, per macinare radici e bucce per il pasto del mattino. Tazze e ciotole fatte della stessa materia allineano gli scaffali, cimeli tramandati di generazione in generazione, familiari come il peso in fondo a una catena che nessuno ha mai davvero voluto togliere.

Eppure la catena è allentata. La cosa pesante in fondo potrebbe essere messa da parte, anche solo per un momento. Si può fare una pausa con il pestello nel palmo e notare con quanta facilità lo si potrebbe posare. Si può camminare nella nebbia e lasciare che si posi morbida sulla pelle, a ricordare che i confini si spostano e che i vecchi reliquiari non hanno bisogno di cure continue. Si possono far scorrere le dita sugli intagli di un ricordo di famiglia e rammentare che le storie sono plasmate dalla mano che le tiene, non soltanto dall'ombra che cade alle spalle. Ci si potrebbe concedere un'ora quieta per lucidare gli oggetti sullo scaffale, non perché siano sacri, ma perché la cura può essere gentile, senza legare.

Il colore portafortuna di oggi è avorio.
Lucky Color: Ivory — #FFFFF0Forse la catena Le è già scivolata dal polso.
Proceda con passo leggero; l'ombra non stringe più.

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