La Papessa siede dietro il suo velo, con un libro non letto sulle ginocchia, e il ruscello ai suoi piedi è silenzioso. In questo momento il suo regno non è fatto di segreti che scorrono, ma di una quiete così spessa da tenere lontano il mondo. Il rotolo resta sigillato, come se le parole stesse avessero paura di essere pronunciate. Dove al dritto inviterebbe il sognatore nel chiaro di luna e nel mistero, ora lo spazio è segnato da una quiete che non cede.
In un vecchio giardino inglese, verso il crepuscolo, l'ultimo sole sfiora le cupole delle digitali e le lunghe guglie dei fiori di campo. C'è un angolo dove i fiori si raccolgono come velluto: modesti, solenni, né invitanti né respingenti. Un tempo i bambini li chiamavano «guanti delle streghe» e si sfidavano a toccarne i petali, ma oggi nessuna mano si allunga. Il bordo del giardino è una linea di riserbo, un accenno al fatto che certe cose è meglio contemplarle da lontano.
Giù per i vicoli tortuosi della città cancelli di ferro sbarrano il passo verso edifici con pesanti tende di velluto tirate davanti a ogni finestra. Dietro di esse l'aria è densa del peso di vecchie storie e di polvere: volumi in biblioteche chiuse a chiave per ragioni che nessuno ricorda più. Una sarta, appena oltre i cancelli, fruga nel suo cesto in cerca di una matassa filata per il lutto, usata per orlare i polsini dei cappotti d'inverno o per ricamare un bordo di nontiscordardimé su un fazzoletto riposto in fondo a una cassapanca di cedro. C'è conforto nel rito, ma anche la consapevolezza che certi indumenti sono fatti per nascondere più che per rivelare.
Sulla costa tempestosa del Northumberland il crepuscolo si addensa mentre i pescatori scrutano il cielo in cerca di segni. La nebbia arriva rotolando e inghiotte il suono della marea, mentre l'erica della brughiera luccica di pioggia. Un tempo le radici di certe piante selvatiche venivano bollite per farne medicine, e il risultato veniva versato in vasi di gres tenuti lontano dalla luce e dagli sguardi indiscreti. Le donne anziane raccontano che la pozione all'interno aveva un lieve odore di terra e di sale, un rimedio destinato ai segreti del corpo: malanni di cui si parlava sottovoce, mai condivisi oltre una cerchia fidata.
Nei salotti vittoriani una caraffa alta di vetro sta su una mensola del camino in ombra. Dentro c'è lo sciroppo di ribes nero, denso e lucido, ricavato da bacche che macchiavano le dita di chi le raccoglieva alla fine di agosto. Il cordiale viene versato agli ospiti con un gesto insieme ospitale e riservato, dal sapore ricco ma mai troppo dolce. Le bottiglie mai aperte si accumulano nelle cantine, date in dono ai funerali, nascoste dietro pile di lettere legate con un nastro: pegni di cose di cui si parla soltanto di sfuggita, se mai se ne parla.
Si possono curare le digitali lungo un sentiero vuoto, sapendo che non ogni visitatore va fatto entrare. Si potrebbe riporre in un cappotto d'inverno un fazzoletto ricamato nel dolore, portando con discrezione un ricordo attraverso i mattini freddi. Si può restare al margine della brughiera, ascoltando i segreti del vento senza chiedere loro di parlare. Oppure versare un cordiale a un ospite, lasciando che il silenzio riempia lo spazio dove le parole potrebbero accendere un rimpianto.
Il colore portafortuna di oggi è viola scuro.
Lucky Color: RebeccaPurple — #663399Al silenzio è concessa la sua dignità. Certe porte sono fatte per restare chiuse.