C'è una pozza, quieta e senza fretta, dove l'acqua si posa nel suo bacino gentile. Sulla riva qualcuno è inginocchiato e versa da due brocche, una nella terra e una sulla superficie che fa da specchio. In alto brilla una sola grande stella, che si porta dietro una collana di compagne più piccole. È una scena di ritorno, di acqua restituita al suolo, e dall'alto qualcosa di vasto e morbido si stende sopra ogni cosa. È una notte di possibilità, non con il silenzio del buio, ma con la sensazione di sollievo che viene dopo la pioggia, quando tutto è fresco e aperto e la volta del cielo stende la sua ampia protezione.
Nel mito, una volta così è la dimora delle speranze lontane, un campo verso il quale dèi e mortali alzano insieme lo sguardo. La pozza ricorda il fiume, e il fiume ricorda la pioggia. Questa distesa sopra le teste è il territorio dei viandanti e dei sognatori, di chi parte all'alba o torna nella luce del giorno che si rinfresca. Per i pastori era il riparo sicuro dopo una notte di preoccupazioni; per i marinai, quella vastità in alto dava conforto anche quando le acque si agitavano sotto di loro. Nei luoghi dove l'orizzonte corre senza interruzioni, sugli altipiani della Mongolia o nelle praterie ondulate al di là del Volga, la gente vedeva quel tetto senza fine e sentiva insieme la vicinanza e la lontananza di casa.
Nel corso della storia, quella copertura infinita è stata un invito a fermarsi e a sperare. Il poeta cinese scriveva di quando si sdraiava nei campi di grano a guardare le gru che scivolavano sotto quella volta aperta, e sentiva il cuore liberarsi dai suoi pesi. Nel Mediterraneo, i cortili all'aperto erano costruiti per accogliere nella vita quotidiana tutta l'ampiezza del cielo, così che le preghiere e il pane della colazione avvenissero sotto il suo sguardo costante. Gli antichi Egizi vedevano la loro dea Nut inarcarsi da un orizzonte all'altro, con il corpo che era insieme il viaggio e la meta, a ricordare sempre che le pene di ogni giorno si sarebbero sciolte in quel vasto mare sopra il mondo.
Può portare questo senso di ritorno e di conforto nella Sua giornata, anche in piccoli modi. Apra del tutto le tende, così che l'arco del cielo riempia la stanza e Le ricordi che oltre la finestra c'è sempre qualcosa di più ad aspettare. Esca dopo un acquazzone e pieghi la testa all'indietro, lasciando che gli occhi seguano la distanza vuota e accogliente lassù. Versi dell'acqua sulle radici di una pianta, o in un'aiuola, pensando a come ogni goccia si unisca a un ciclo più grande. Scriva una lettera di speranza o di incoraggiamento e la lasci all'aria aperta, perché ciò che passa nel cielo porti più lontano le Sue parole.
La sensazione che si diffonde dalla carta della Stella è la stessa che nasce in un giorno in cui la luce del sole torna dopo un temporale, quando il cielo si stende sul mondo intero e tocca tutti, il contadino e il viaggiatore, chi legge e chi si limita a sognare, dando a ciascuno una misura di consolazione. È la certezza che la speranza, quando viene versata, non sparisce, ma penetra nella terra o sale verso l'alto, unendosi all'ampia distesa sopra di noi.
Il colore portafortuna di oggi è azzurro cielo.
Lucky Color: SkyBlue — #87CEEBChe il cielo aperto guidi le Sue speranze, e che la grande stella vegli sulla Sua giornata.