Il bambino avanza con le braccia spalancate, in groppa a un cavallo sicuro. Dietro di lui sta il muro di pietra, con la superficie calda dopo lunghe ore sotto un cielo senza nuvole. Dall'altra parte, i campi si allungano in lontananza, dove gli steli del grano estivo si increspano in onde costanti, ogni spiga pesante, formata e maturata da mesi di sole. Non c'è ombra sotto gli zoccoli, solo la forma definita del corpo e delle zampe, come se la luce stessa rendesse ogni contorno chiaro e vicino. Lo stendardo che il bambino porta si solleva nell'aria mite, largo quanto un palmo, una bandiera cucita in lino tessuto da mani attente nei lunghi pomeriggi che seguono il primo raccolto.
Sotto il grano la terra è battuta e asciutta, friabile tra le dita: il ricordo di una pioggia esaurita da tempo. In alcuni punti il terreno è segnato da tracce leggere: il passaggio di un aratro, o lo sfiorare della coda di un cane da pastore che gira intorno al gregge. Lungo il bordo del campo, l'erba alta si piega su un fosso poco profondo, dove una lucertola corre al riparo quando lì vicino cade l'ombra di un cappello a tesa larga. Il contadino, con le ginocchia impolverate, si appoggia a una vanga il cui legno porta le storie di dieci stagioni. Ha il viso rivolto in alto mentre porta una fiaschetta alle labbra, e la luce del sole fa risaltare ogni ruga e ogni callo come se fossero appena stati scolpiti.
Oltre i campi, le colline basse si alzano in creste dolci, con i pendii punteggiati di ulivi dai tronchi antichi e dalle foglie che luccicano nella brezza secca. Più in là, la terra si apre in una pianura dove un tempo i nomadi piantavano tende tessute con il pelo delle capre di montagna, una stoffa robusta e levigata dal vento, tinta con le erbe e i fanghi della riva del fiume. Qui i contorni degli antichi sentieri di pietra si rivelano ogni anno quando l'erba secca, mostrando le lastre lavorate a mano posate da mercanti di città dimenticate, che un tempo portavano sale e orzo nelle piazze del mercato.
Nelle prime ore la nebbia a volte si raccoglie negli avvallamenti, ma a metà mattina si dissolve, lasciando l'aria piena del canto dei grilli e del ronzio lontano delle trebbiatrici. Il cielo è ampio, e il lavoro del giorno è chiaro. Non c'è da indovinare la forma delle cose: le ceste nel granaio, le giare di terracotta per conservare l'olio, il lino steso a sbiancare nel pieno calore, tutto è visibile e pronto all'uso. Il sole ha sollevato il velo da ogni contorno nascosto, e ciò che un tempo era oscuro ora è restituito, familiare e alla portata della propria mano.
Oggi potrebbe camminare in un campo e notare le forme che il vento disegna nell'erba. Può scegliere di spolverare un attrezzo a cui tiene o di lucidare l'ottone di una brocca vicino alla finestra, lasciando che catturi la luce del pomeriggio. Un pasto semplice di pane e olive, mangiato all'aperto con le maniche arrotolate sopra il gomito, porterà nel corpo il ricordo del calore della terra. Quando mette ordine in un angolo della stanza o si siede per un momento all'aria aperta, entra nella storia di chi, molto tempo fa, si fidava del ritorno della luce.
Il colore portafortuna di oggi è cachi scuro.
Lucky Color: DarkKhaki — #BDB76BPrevale una chiarezza salda; il terreno sotto i Suoi piedi è sicuro.