Colors for the Fool

Il colore portafortuna di oggi, estratto dai tarocchi

Peschi una carta / La Temperanza

La Temperanza, cremisi. Il colore appare nello specchio al centro.

Cremisi

Al rovescio · #DC143C

La coppa dell'angelo si inclina, e l'acqua scorre giù per le rocce, assorbita dalla terra assetata prima di poter essere condivisa. Ciò che doveva essere mescolato si perde, lasciando un lembo di terreno bagnato in modo irregolare, un avvertimento sussurrato tra l'erba. Il giardino ricorda un altro tempo in cui l'equilibrio venne meno: quando antichi mercanti, giunti dalle colline lontane della Persia, schiacciavano i gusci di piccoli insetti duri per liberarne il tesoro. Il segreto che portavano attraverso i deserti si versava con la stessa facilità: un raccolto schiacciato che macchiava le dita e penetrava nella lana, nella pergamena, negli orli delle vesti in attesa di essere tinte.

Ogni mercato dell'antico Mediterraneo aveva un tempo un vago odore di questo: pungente, metallico, vivo di storie. A Costantinopoli le donne si inginocchiavano in cortili silenziosi, mescolando pentole d'acqua bollente sulle braci, e immergevano matasse di seta nel bagno fumante che avrebbe fissato la tintura. Le mani si macchiavano, le unghie si orlavano del segno del loro lavoro. Il colore era commercio, potere e a volte rovina: la fortuna di un mercante vinta o perduta con l'arrivo sicuro di un solo carico. Nei lunghi corridoi dei palazzi la stessa tinta colava nei tendaggi di velluto e si raccoglieva sotto i piedi dei re, ma filtrava anche fuori, nelle strade, scorrendo in piccoli rivoli con la pioggia del giorno.

Fuori le nuvole si fanno pesanti, scure del segno di una tempesta che non si placherà con dolcezza. Il vento porta la promessa di un cielo squarciato e, con essa, il ricordo dei campi spagnoli piantati con un nuovo raccolto. Lì le melagrane scoppiano contro la pietra, con i chicchi che si spargono a ogni passo distratto. Frutti un tempo riservati ai templi e ai trattati ora lasciati fermentare sotto gli alberi, con il loro succo che scorre nel terreno. Il frutteto diventa una mappa di ciò che si perde prima di poter essere conservato. I viandanti camminano senza badare, con le scarpe appiccicose di dolcezza, e la terra stessa sembra pendere verso lo squilibrio, scivolando dall'abbondanza allo spreco.

Sotto il tetto della cucina luccica un coltellino, con la lama macchiata dal lavoro di affettare le bacche di fine estate, ribes e ciliegie, bollite con lo zucchero per un cordiale che ora risulta troppo diluito. Qualcuno si pulisce le mani su un panno, e la macchia si rifiuta di sbiadire. Nelle soffitte e nelle cantine, vecchi arazzi raccontano la storia di questa tinta inquieta: fili tirati dal passato, tessuti, disfatti e tessuti di nuovo, mai del tutto intonati, sempre in cerca dell'armonia perduta al primo versamento distratto.

Oggi lasci che le Sue mani cerchino il peso quieto della lana vecchia, tenendola mentre ricorda le persone che l'hanno tinta prima di Lei. Versi l'ultimo goccio di una bottiglia di vino di frutta aspro, lasciandolo schizzare sulla pietra come offerta per le cose non mescolate e non compiute. Incida la buccia dura di una melagrana, lasciando che il succo scorra libero, senza argini. Si leghi al polso un nastro appena macchiato, e senta il legame con ogni mano che ha portato un segno simile.

Il colore portafortuna di oggi è cremisi.
Lucky Color: Crimson — #DC143CL'equilibrio non si trova tenendo stretta ogni cosa, ma onorando ciò che trabocca.

Indietro — La Temperanza