Un baldacchino, ricco e preciso nei suoi ricami, viaggia sopra la testa del viaggiatore mentre si ferma al margine della città. Non è soltanto tela, ma stoffa intessuta di monete battute sottili: una copertura che cattura i primi raggi del sole del mattino. Davanti a lui stanno due bestie, una fatta per la resistenza, l'altra per la velocità, i finimenti allineati, entrambe impazienti di passare sotto l'antica porta della città. Le pietre sotto i piedi brillano, modellate e levigate da secoli di passi e di ruote, e conservano il ricordo di mercanti e di re. Oltre l'arco la strada si inclina in avanti e invita al viaggio. Solo quando le redini vengono raccolte con entrambe le mani e tirate in modo uguale le bestie trovano uno scopo comune, e i loro zoccoli battono un ritmo che rompe l'immobilità del giorno.
Il cammino davanti non è soltanto lastricato di pietra, ma segnato da tracce di mito. Sulle montagne, dove i torrenti tagliano la roccia, i cercatori setacciavano un tempo i letti dei fiumi in cerca di ciò che scintillava tra le dita. Cercavano il tesoro nell'acqua fredda, gli occhi attenti al luccichio che segnava la fortuna di una vita. Ciò che cercavano riempì i templi di Ninive e i palazzi d'Egitto, battuto in corone e calici, modellato in allori portati dai campioni negli stadi che risuonavano del boato dei giochi antichi. Nelle storie portate dal vento, Giasone e i suoi Argonauti inseguirono un vello tratto dalla pelle di un ariete prodigioso: un oggetto così prezioso da trasformare un'impresa in leggenda e da unire i compagni più improbabili.
Dalle vette delle Ande, dove i minatori scavano nelle ossa della terra, alle rive dei fiumi della California, dove il roteare di un setaccio poteva cambiare un destino, la stessa sostanza ha spinto le persone oltre confini e oceani. Riveste le cupole delle chiese e luccica sopra il silenzio e la preghiera. A Venezia gli artigiani del vetro lo tirano in fili sottili come capelli e lo intrecciano nel vetro finché i calici catturano la luce e la spargono nelle sale dei banchetti. A Kyoto gli artigiani lo battono in fogli così sottili che una brezza potrebbe sollevarli, e con pennelli di bambù li stendono su paraventi e statue, dando l'impressione di una luce del sole catturata e trattenuta per sempre.
In casa lo si può trovare in una fede nuziale o nel quadrante di un orologio, inciso su monete tramandate da un nonno, ogni pezzo carico di storie di lavoro e di festa. In cucina si sfalda sopra il pane dolce o su torte delicate, segno di fortuna o di opulenza a tavola. Nei giorni di festa il filo ricavato dallo stesso metallo ricama sari e vesti, disegnando pavoni e fiori di loto che brillano a ogni movimento. Persino nel cielo, dopo un temporale, il tempo a volte offre una visione fugace: un raggio di luce che squarcia le nuvole e dipinge campi e tetti di un bagliore che fa sembrare il mondo, per un attimo, libero da pesi e nuovo.
Per incanalare oggi questa energia, si potrebbero far scorrere le dita sulla faccia di una vecchia moneta, seguendone il rilievo consumato e lasciando che la sua storia dia radici al mattino. Anche il pane fatto in casa potrebbe prendere un nuovo splendore con un tocco di foglia commestibile, trasformando una pagnotta qualunque in una festa. Se c'è un ricamo a portata di mano, cucire su una camicia prediletta un filo di questo metallo potrebbe offrire una silenziosa conferma del proprio scopo. Anche uscire a guardare il sole che sorge sopra i tetti può ricordare che ogni viaggio comincia dove la luce incontra il movimento.
Il colore portafortuna di oggi è oro.
Lucky Color: Gold — #FFD700Che la Sua giornata avanzi con armonia e risolutezza.