Il tavolo è apparecchiato: un bastone, una coppa, una spada e una moneta. Sono gli strumenti del Bagatto, ma il mondo gira, e con esso scivola il peso dello scopo. Quella che era una bacchetta magica diventa un'asticella per i giochi d'indovinelli, il calice un recipiente per i giochi di prestigio, la lama un tagliacarte, la moneta un gettone nel gioco delle tre campanelle. La promessa della trasformazione resta sospesa sopra il banco da lavoro, gira e oscilla, come se anch'essa aspettasse di sapere che cosa è diventata. Le intenzioni, un tempo dirette, ora girano in una sala degli specchi.
Nelle antiche terre affacciate sul Mediterraneo i mercanti apprezzavano un mollusco che custodiva un segreto. Il corpo dell'animale, schiacciato e lasciato macerare, dava una tintura rara, ricercata dai re, custodita dai sacerdoti e pretesa dai mercanti che volevano mostrare il proprio rango. Le vesti di Sidone o di Tiro distinguevano chi le indossava, eppure il procedimento era sporco, maleodorante e soggetto all'inganno. Le contraffazioni abbondavano. Non ogni indumento veniva dal duro lavoro dei raccoglitori lungo la costa rocciosa; non ogni segno di autorità aveva il peso che la storia presumeva. Un tempo il Bagatto poteva fidarsi che ogni oggetto custodisse una sola magia, ma ora la veste è un costume, il distintivo una maschera. Il vecchio modello del potere diventa un trucco, e il trucco diventa il modello.
Nelle brughiere d'autunno si raccolgono nebbie basse, e una certa pianta si alza più dell'erba, con le spighe fiorite a forma di lanterna e pesanti. Quando si colgono, i fiori possono tingere le dita per giorni, un avvertimento per chi la conosce per il suo veleno. Un tempo la gente usava le sue radici per preparare medicine e i suoi petali per segnare il letto di morte dei potenti. Ora il significato del fiore è meno certo: preso in prestito per i mazzi, pressato nei ricordi, la sua antica paura smorzata dalla familiarità. Gli strumenti restano, ma i loro usi sono stati riordinati da secoli di abitudine e dal rimescolarsi delle storie.
In cucine lontane i barattoli di frutta riposano sugli scaffali alti. I grappoli d'uva, colti, pigiati e lasciati fermentare, diventano una bevanda per le feste e per i segreti. Nelle notti d'inverno gli anziani mescolavano la marmellata nella pappa d'avena, invitando i bambini ad assaggiarne la dolcezza e avvertendoli che troppa avrebbe rovinato il pasto. Ecco di nuovo il tavolo del Bagatto: qualcosa di semplice viene trasformato, ma non sempre come si voleva. Le mani di un bambino, appiccicose di succo, dipingono anelli selvaggi sul piano del tavolo. L'astuzia non è sempre saggezza, e l'eccesso rovina il banchetto.
Lungo tutte le vie del commercio stoffe tinte in sfumature rare viaggiavano dal porto alla città, dalla corte al tempio. Indossare un tessuto simile significava annunciare una specie di magia: ricchezza, legami o favore. Ma quando la tintura divenne comune, lo divenne anche il significato. L'abito che faceva il magistrato ora serve all'attore; la tenda che un tempo velava un santuario ora adorna la finestra del salotto. Gli oggetti restano, ma il loro potere viene barattato, preso in prestito e talvolta perduto.
Oggi potrebbe lasciare in infusione qualche buccia d'uva in una tazza d'acqua calda e assaporare il ricordo di lunghi viaggi. Prema con cura una spiga fiorita tra le pagine di un libro e lasci che segni un capitolo di ambizione o di prudenza. Si avvolga le spalle con una sciarpa presa un tempo in prestito da un baule di costumi prima di uscire nella foschia che si addensa la sera. Se trova una moneta sul bordo della strada, pensi a donarla al prossimo artista di strada che incontra.
Il colore portafortuna di oggi è porpora.
Lucky Color: Purple — #800080Un cambiamento di significato può rivelare il nuovo trucco di un vecchio strumento.
Lasci che ciò che tiene in mano diventi qualcosa di inatteso.