L'Imperatrice siede tra il grano che si piega come in un invito, circondata dalle rose che si raccolgono vicino al suo seggio. Gli alberi da frutto formano sopra di lei una volta gentile, con i rami carichi di frutti maturi, mentre una cascata mormora sulle pietre nell'angolo più lontano del giardino. Ogni superficie è viva di pienezza: i cesti traboccano di pere e mele, i tralci si arricciano sulla terra, e l'aria sembra carica di crescita. Qui l'abbondanza non è una speranza lontana; è intrecciata nei momenti di ogni giorno, vicina e reale.
Accanto a lei steli selvatici si alzano dai margini del giardino, con i fiori di fine estate che catturano la luce del sole. Queste piante, che in italiano si chiamano verga d'oro per le loro spighe erette, segnano da sempre l'avvicinarsi del raccolto. Nelle vaste praterie del Nord America i coloni notavano la loro comparsa improvvisa come un richiamo a portare dentro le messi. Nei villaggi delle campagne europee questi steli venivano portati in casa e messi nelle brocche sui tavoli della cucina, perché si credeva portassero alla famiglia fortuna e una stagione generosa. Gli erboristi ne raccoglievano i fiori per le tisane, mescolandoli a scorze di frutta essiccata per creare miscele ristoratrici. Nella tradizione popolare i bambini legavano questi fiori di campo con il grano e li infilavano dietro le porte o sotto i cuscini, augurandosi sogni dolci come la frutta del frutteto.
I viaggiatori che attraversano i campi a settembre possono scorgere questi steli alti che montano la guardia al margine dei terreni coltivati, sfiorati dal vento. In alcune regioni i contadini li legavano in fasci ai pali delle staccionate, convinti che accogliessero la prosperità sulla terra. Nei villaggi di montagna gli stessi steli venivano posti sopra il focolare o intrecciati in semplici ghirlande, segno che la famiglia aveva raccolto ciò che le serviva per i giorni più freddi. Queste piante segnavano anche i sentieri nei prati, aiutando chi tornava al crepuscolo a ritrovare la strada di casa grazie al modo in cui i fiori catturavano l'ultima luce.
In casa gli oggetti di ogni giorno richiamano lo stesso senso di sostanza e di cura. Un barattolo di miele riposa sul piano della cucina, denso del lavoro di api che hanno passato l'estate a visitare queste spighe di fiori selvatici. Lì accanto c'è un cesto robusto, con la trama spolverata della farina del pane del mattino, pronto per il prossimo raccolto dal frutteto o dal mercato. Un panno ricamato con delicati rametti fioriti è drappeggiato sullo schienale di una sedia di legno, fatto da mani abituate alle stagioni e alla pazienza. La sua presenza suggerisce conforto e continuità, e lega il lavoro del giardino ai ritmi della casa.
Anche il tempo ha una parte in questo mondo. Quando i temporali del tardo pomeriggio attraversano i campi, i fiori di questi steli selvatici restano eretti, tenaci sotto il vento e la pioggia. In alcune tradizioni la loro presenza dopo un temporale è presa come segno che i doni della terra resistono, comunque passino le nuvole. Quando il sole ritorna, il giardino è più luminoso, l'aria più limpida, e la gratitudine più facile da nominare.
Oggi potrebbe portare in casa uno stelo di fiori di campo e posarlo vicino alla finestra come segno di una ricchezza silenziosa. Versi del miele sul pane caldo e assapori il ricordo dei campi d'estate. Cammini lungo il margine di un parco o di un giardino e lasci che le mani sfiorino i fiori alti ed eretti. Tiri fuori un panno di lino, semplice o ricamato, e lo usi per avvolgere frutta o pane, portando nella vita di ogni giorno il senso di abbondanza del giardino.
Il colore portafortuna di oggi è giallo oro.
Lucky Color: GoldenRod — #DAA520Lasci che ciò che sta già crescendo ispiri la Sua giornata.
Il giardino dona in silenzio, e chiede soltanto di essere notato.