Colors for the Fool

Il colore portafortuna di oggi, estratto dai tarocchi

Peschi una carta / La Giustizia

La Giustizia, grigio spento. Il colore appare nello specchio al centro.

Grigio spento

Al rovescio · #696969

La sala a colonne è silenziosa, le panche vuote. Dove la bilancia dovrebbe essere in equilibrio, si muove soltanto uno spiffero, che porta il lieve odore metallico di una spada che da settimane non lascia il fodero. La polvere si raccoglie in modo irregolare sul marmo, posandosi negli angoli trascurati e disegnando i contorni delle scarpe di un giudice assente. La stanza, costruita per la chiarezza e l'ordine, si ritrova svuotata dal silenzio, come se il ricordo stesso di una risoluzione fosse scomparso. I codici impilati sulla scrivania si appoggiano l'uno all'altro, i dorsi crepati, le pagine segnate non da sentenze ma dal tempo e dall'attesa. Il martelletto, un tempo il segno d'interpunzione della decisione, giace inutilizzato, umido della condensa della notte.

Questo richiamo alla presenza rimasto senza risposta riecheggia attraverso le città. Nei vecchi centri costruiti con pietra antica, gradini consumati portano a porte di uffici ora sbarrate per lavori che nessuno programma. In alto il cielo pesa basso, una coltre di nuvole che non si apre mai del tutto, premendo su tetti e strade con una pioggerella insistente e senza tratti. In giorni come questo il mondo sembra sospeso tra un'azione e l'altra, preso in un limbo dove le procedure cominciano ma non si concludono. Il gatto del tribunale, di solito un'ombra furtiva che sfreccia tra i pilastri, sceglie invece di acquattarsi sotto una panca, gli occhi socchiusi, in attesa di un movimento che non verrà.

Altrove, nelle pianure dove la terra incontra l'orizzonte, la gente ricorda storie di giudici scomparsi e degli anni in cui nessuno risolveva le dispute. I campi giacciono a maggese con le stoppie della stagione passata, gli steccati inclinati come in attesa di un agrimensore che non arriverà mai. All'incrocio sta una vecchia incudine, un tempo il centro del mestiere del maniscalco, ora lasciata fuori a raccogliere l'umidità del mattino e un velo di polvere sottile portata dal vento. Gli abitanti del villaggio le passano accanto senza guardarla, le loro dispute soffocate, le loro promesse non mantenute. Il martello, un tempo alzato per forgiare ferri di cavallo o rivetti, pende dal suo chiodo, intatto.

In cucina un bollitore sta sul fornello, né bollente né freddo, i fianchi opachi e sfocati da anni di mani e di vapore. Il tubo della stufa sopra di esso, segnato dalla fuliggine, attira lo sguardo verso le travi dove le ragnatele ondeggiano a ogni lieve corrente. Vecchie teiere e teglie, le superfici opacizzate dall'uso e dai lavaggi, riposano sulla mensola dietro. In dispensa un sacco di lenticchie si è aperto, il contenuto che si sparge, disperdendosi tra i chicchi di riso e i sassolini del raccolto dell'anno scorso. L'assenza di una mano che guidi, quella che spazzerebbe, riparerebbe, arbitrerebbe, si sente in ogni angolo della stanza.

Senza il ritmo costante della giustizia il mondo prende la quiete di un mattino plumbeo. I ponti attraversano il fiume ma nessuno li percorre. I cappotti pendono negli armadi, le fodere consumate e ammorbidite da anni passati ad attendere padroni che non tornano mai a casa in orario. Nella bottega la pialla di un falegname riposa sopra la gamba di un tavolo sbozzata a metà, i riccioli di truciolo raccolti attorno come i segreti mai rivelati di un processo che non è mai giunto a conclusione.

Oggi può spazzare il focolare e raccogliere le lenticchie sparse sul pavimento della dispensa. Potrebbe riparare il cardine allentato della porta della cucina o lucidare un vecchio attrezzo nella bottega, lasciando che le mani ricordino il loro scopo. Se il cielo è pesante e inflessibile, cammini lentamente sotto le nuvole e ascolti l'eco delle decisioni in attesa di essere prese.

Il colore portafortuna di oggi è grigio spento.
Lucky Color: DimGray — #696969Lasci che i piccoli gesti riempiano i luoghi vuoti. La giustizia ritorna quando ci si prende cura del mondo.

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