Colors for the Fool

Il colore portafortuna di oggi, estratto dai tarocchi

Peschi una carta / La Giustizia

La Giustizia, rosso terracotta. Il colore appare nello specchio al centro.

Rosso terracotta

Al rovescio · #CD5C5C

I piatti della bilancia sul tavolo non sono più appaiati, un lato che regge il peso di semi di melagrana, spaccati e sparsi, l'altro lasciato spoglio. La sedia dietro il banco è vuota, un seggio di cuoio consunto, il suo calore svanito perché nessuno viene a reclamarlo. Il registro è aperto, le colonne ordinate intatte, ogni cifra in attesa di una mano che esita o manca del tutto. Questa stanza dell'equilibrio è silenziosa, se non per il lieve posarsi della polvere su una ciotola di terracotta un tempo usata per mescolare terra e pigmento, i residui ora secchi come vecchia carta di giornale.

Un tempo, nelle terre del Deccan e del Malwa, i mercanti arrivavano con sacchi di cinabro e bracciate di legno di sandalo, fermandosi sotto le fresche tettoie del bazar. Macinavano minerali in polvere, mescolandoli alla cera per sigillare i contratti e alla pasta per segnare gli stipiti delle porte durante le feste. Al mattino, quando soffiavano i venti del monsone, l'aria si addensava e i sentieri del villaggio si scurivano di strisce fangose, le loro linee che si incrociavano come le storie irrisolte di ogni testimone assente. Gli scribi del tribunale riconoscevano il potere dei sigilli di pietra, la promessa di un giuramento intatto, ma quando il capo era lontano, in viaggio per un pellegrinaggio lungo e incerto, la cera restava senza impronta, e le lettere attendevano un giudizio che non sarebbe arrivato.

Sotto questi cieli nuvolosi i tetti delle case, coperti di tegole di terracotta, luccicavano della pioggia della sera. Gli abitanti portavano dentro ceste di frutti di tamarindo, le bucce spesse chiazzate dal temporale della notte. In cucina una pentola sobbolliva su un fuoco lento, il bordo di ferro segnato da anni d'uso, e dentro stufava l'asprezza delle lenticchie e la polpa di radici estratte da un campo dissodato. Il focolare ricordava agli assenti che la giustizia non è soltanto un decreto, ma una necessità quotidiana: dividere l'ultimo grano, ricordare quali mani avevano seminato e quali avevano mietuto.

All'ombra fresca un vecchio sari di cotone pendeva da un filo per il bucato, ricamato con i motivi di città lontane: rombi e petali cuciti in stagioni di pace. L'orlo della veste portava il fantasma di un pigmento ocra, tracciato da una mano attenta in un autunno lontano. Era qui, sotto vesti simili, che gli anziani raccontavano le storie degli insediamenti perduti: di chi se n'era andato prima che si potesse convocare il processo, di cocci dissotterrati che non avevano altra storia da raccontare se non un patto interrotto. Nel silenzio l'aria portava l'odore della polvere di mattone, umida e pungente dopo la pioggia, a ricordare le cose rimaste irrisolte.

Oggi qualcuno può tirare fuori una ciotola di terracotta e riempirla d'acqua, lasciandola sulla soglia come segno d'invito. Si potrebbe sigillare una lettera con la ceralacca, anche se non c'è una risposta immediata, solo per onorare il gesto della decisione. Si possono stufare lentamente ortaggi a radice in una vecchia pentola, come per nutrire chi non può tornare a casa. Oppure appendere fuori una stoffa tessuta, perché prenda il vento, lasciando che ogni messaggio vada là dove serve.

Il colore portafortuna di oggi è rosso terracotta.
Lucky Color: IndianRed — #CD5C5CChe guidi a casa chi è lontano, o dia peso alle decisioni che La attendono.

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