Colors for the Fool

Il colore portafortuna di oggi, estratto dai tarocchi

Peschi una carta / Il Matto

Il Matto, bianco neve. Il colore appare nello specchio al centro.

Bianco neve

Al dritto · #FFFAFA

Il Matto sta proprio sull'orlo, una rosa in mano, un cagnolino ai talloni, il viaggio ancora tutto da scrivere. Il suo passo è leggero, quasi distratto, e insegue ciò che si trova oltre l'orizzonte. Eppure tutto intorno a lui c'è il silenzio delle possibilità, il mondo immobile nell'attesa. La rupe precipita, e ciò che aspetta in basso è ignoto, ma in alto tutto è muto e luminoso, come se la terra stessa avesse indossato un abito nuovo per il primo giorno.

Nei racconti antichi i primi passi di un viandante arrivano talvolta mentre il mondo viene trasformato da una tempesta silenziosa. Immagini il mattino dopo che il cielo ha lasciato cadere una coltre che rende nuovi ogni albero, ogni tetto, ogni campo. I rami sono incappucciati e le staccionate addolcite, il terreno sollevato con delicatezza in cumuli puliti. L'aria sembra appena lavata, i suoni attutiti e i passi nitidi. Chi attraversava la tundra o i valichi di montagna misurava la distanza non con i cippi, ma con il numero di impronte inghiottite nella quiete che seguiva. In Giappone i poeti guardano il silenzio raccogliersi sui tetti dei templi e sui rami dei susini, e scrivono versi sugli inizi, sulla purezza e sulla pagina bianca. Sulle Alpi i primi passanti tracciano sentieri che svaniscono quasi subito, e ogni passo è un atto di fede.

Dentro le case, una semplice tovaglia di lino stesa su un tavolo prepara la scena per qualcosa di nuovo. Il tessuto, ancora senza macchie, invita pane e conversazione, l'inizio di un incontro o di un pasto. Alcuni si avvolgono in un panno di cotone appena tolto dal filo del bucato, i fili morbidi sulla pelle dopo un bagno freddo, e il senso di rinnovamento è immediato. Il Matto, nella sua innocenza, potrebbe trovare il mondo spazzato e pulito soltanto per lui, con le tracce di chi è passato prima nascoste sotto un manto soffice.

Oltre ai riti domestici, la rosa che porta con sé è intatta come la brina del mattino, con petali non ammaccati dal vento di ieri. Nei giardini di tutto il mondo, all'alba, i petali trattengono talvolta un velo sottile di rugiada ghiacciata che cattura la luce ma si scioglie al primo tocco: un invito fugace a ricominciare. Il cagnolino al suo fianco balza in avanti, il muso affondato nel terreno intatto, lasciando dietro di sé una fila di impronte che scompaiono. Il loro viaggio è segnato da ciò che è incontaminato, paesaggi che non offrono indizi, soltanto la promessa che ogni passo scriverà qualcosa di nuovo.

I primi bucaneve di fine inverno spuntano dalla terra ammorbidita, con le corolle a campanella che si chinano sotto il peso della brina che indugia. Botanici e bambini si chinano allo stesso modo per salutare questi fiori, vedendo in loro il coraggio della prima avventura nell'incertezza. Nei tempi antichi la comparsa di questi fiori significava la fine dell'attesa, la prima risposta dopo il silenzio.

Oggi potrebbe aprire la finestra per lasciar entrare la quiete di un mattino freddo, sentendo il mondo fermarsi e ripartire da capo. Pieghi un tovagliolo o un asciugamano pulito, lisciandolo con la mano prima di apparecchiare per la colazione. Faccia una passeggiata lenta dopo una nevicata, lasciando impronte leggere nella coltre fresca, e guardi come si confondono a ogni nuovo passo. Cuocia una pentola di riso, lasciando salire il vapore in nuvole gentili, e pensi a inizi che non portano altra storia se non la Sua.

Il colore portafortuna di oggi è bianco neve.
Lucky Color: Snow — #FFFAFASi affidi alla coltre che accoglie ogni primo passo.
Il viaggio comincia dove il sentiero non è ancora scritto.

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