L'Eremita sta al margine del mondo conosciuto, stringendo una lampada il cui bagliore sfiora appena il sentiero davanti. Il bastone che ha in mano è intagliato nel ramo di un albero che un tempo costeggiava l'orto di un monastero, il legno lucidato da anni di viaggi. La strada sotto di lui è antica e sicura, fatta di terra battuta che conserva il ricordo dei piedi dei pellegrini, delle ruote dei carri e di chi, in silenzio, si alzava presto e partiva prima dell'alba. La solitudine è la sua compagna, e dà allo spazio attorno a lui una forma raccolta e quasi sacra.
Qui, su queste alture tortuose, gli antichi scavavano nei fianchi delle colline per estrarre un terreno denso e gessoso, apprezzato per la sua ricchezza. Questa terra, raccolta nelle valli assolate della Toscana, veniva spazzata da mani segnate dal tempo e portata in ceste alle botteghe piene di vasi d'argilla e di rastrelliere per l'essiccazione. Nel cuore animato di quelle città gli artigiani macinavano la terra in polvere fine, mescolandola con acqua e olio in mortai di pietra scolpita. Le loro dita, macchiate da anni di lavoro, la pressavano in panetti per i pittori, che facevano apparire santi e angeli sulle pareti delle cappelle e sulle tavole di legno. Gli scrivani scioglievano la cera e vi mescolavano la terra, sigillando missive che attraversavano montagne e mari.
In casa le famiglie dipendevano dalla stessa terra. I contadini lavoravano i campi dove i filari di viti si torcevano accanto agli ulivi, traendo nutrimento dal suolo ricco di minerali. Rivoltavano la terra con zappe pesanti, gli stivali coperti di polvere al calar della sera. Il raccolto, funghi, bulbi e noci, si conservava in vasi smaltati su scaffali robusti accanto a pagnotte di pane scuro e screpolato. Le pentole sobbollivano per ore sul fuoco, il sapore che si faceva più profondo a ogni giro del cucchiaio di legno. Nel tepore della sera le mani lavoravano l'impasto e lo stendevano su taglieri infarinati, un rito quotidiano di pazienza e di nutrimento.
La lampada dell'Eremita rivela questi tesori umili: il manico liscio di una paletta da giardino, il bordo di un vaso d'argilla, il profilo di un grano intagliato di un rosario. Ognuno è un'ancora al mondo, un oggetto plasmato dal lavoro e reso significativo da un'attenzione quieta. Il bastone non serve solo a sostenersi: ricorda tutti coloro che hanno percorso questa strada, fidandosi del sentiero sotto i loro piedi.
Per muovere oggi un passo nella direzione dell'Eremita, si potrebbe spazzare il focolare o la soglia mentre il mattino è ancora fresco, sentendo sotto i piedi la terra battuta o il legno. Inginocchiandosi nell'orto, si può rivoltare la terra a mani nude, o spazzolare il terriccio dalle radici degli ortaggi appena colti. Macini a mano caffè, noci o erbe secche e noti la melodia del movimento e del profumo. Prenda un attrezzo di legno o un pennello per creare, riparare o semplicemente sentire la consistenza di qualcosa plasmato dal tempo.
La strada alta appartiene a chi onora l'ordinario, a chi si avvicina a ciò che è vicino e vero. Il piccolo cerchio della lampada basta per vedere il passo successivo, per trovare il valore in ciò che la mano può toccare.
Il colore portafortuna di oggi è terra di Siena.
Lucky Color: Sienna — #A0522DLa strada quieta è lastricata dei doni della terra e del lavoro.
Porti ciò che Le serve; cammini con cura e con uno scopo.