Colors for the Fool

Il colore portafortuna di oggi, estratto dai tarocchi

Peschi una carta / L'Imperatrice

L'Imperatrice, legno grezzo. Il colore appare nello specchio al centro.

Legno grezzo

Al rovescio · #DEB887

Nel giardino rovesciato dell'Imperatrice i filari un tempo ordinati di erbe aromatiche e di grano lasciano ora il posto a un groviglio selvatico che avanza. Nulla viene potato, nulla raccolto. Il pergolato si affloscia sotto il peso di zucche troppo mature, con i tralci che si annodano tra le assicelle. I frutti del frutteto cadono senza che nessuno li veda, ammaccandosi nella terra molle, mentre il vecchio cassone del grano sta muto vicino alla staccionata, con il telaio spalancato dove le assi si sono ritirate e deformate. Nella quiete del pomeriggio il silenzio è denso, rotto soltanto dal cigolio sordo dell'altalena appesa a una trave del tetto, con il sedile piallato alla buona, scurito da anni di pioggia e di mani oziose.

Un tempo travi come queste, ricavate da alberi nel cuore della foresta, formavano lo scheletro dei fienili come delle case. I mastri carpentieri ne apprezzavano la densità e la resistenza, e lavoravano ogni pezzo con l'ascia finché la superficie non brillava del segno della fatica. Nei mesi freddi le famiglie si riunivano intorno a tavoli ricavati da quegli stessi tronchi, con la superficie solcata dalla pressione dei piatti e dal sidro versato. Il legno, tagliato e stagionato, conservava il ricordo dei temporali d'estate e della quiete dell'inverno, e i nodi e le cicatrici raccontavano tempeste superate e riparo offerto. Eppure ora le travi si incurvano e le porte pendono storte, il lavoro della cura trascurato mentre le stagioni si susseguono.

Le storie tramandate nei paesi di montagna raccontano di un tempo in cui sorsero le prime case, fatte di tronchi robusti trascinati lungo strade fangose su slitte tirate dai buoi. Quel legname, scelto per la sua forza, proteggeva la famiglia dal vento pungente e dalle nuvole basse. Quando i tempi erano magri, la panca della cucina faceva da tavolo da lavoro e da altare, reggendo il peso dei sacchi di farina e del pane quotidiano, con la superficie graffiata da coltello e scalpello. Negli anni magri le botti fatte dello stesso legno custodivano fagioli, lenticchie e speranza. Ma quando l'abbondanza dell'Imperatrice viene trascurata, questi recipienti restano vuoti, e i cerchi stretti si allentano mentre l'aria si fa pesante e umida.

Fuori il tempo cambia. Un vento secco attraversa il capanno abbandonato, facendo frusciare i trucioli che coprono il pavimento. Il banco da lavoro, con gli spigoli arrotondati dagli anni, tace. Il mazzuolo e il cuneo, strumenti di trasformazione, riposano dove sono stati posati l'ultima volta. Il vecchio tagliere del pane è appoggiato al muro, con la superficie segnata da centinaia di serate tranquille, in attesa della pressione dei palmi che impastano. Nell'immobilità le ossa della casa, gli stipiti, le sedie, il bordo del secchio del pozzo, aspettano tutte di rinnovarsi, con le loro storie in pausa.

Ci sono piccoli gesti che possono cominciare a far girare la stagione. Si potrebbero raccogliere i trucioli e metterli come esca sotto il focolare, per riportare a poco a poco il calore nella casa. Oppure si potrebbero stringere le fasce di ferro intorno al cassone del grano, preparandolo per l'abbondanza che deve ancora venire. Le botti vuote possono essere pulite e rimesse in piedi accanto alla porta, segno che il raccolto è atteso. Passare una mano sul vecchio tagliere del pane, levigandone le asperità, richiama il sapore del pane condiviso e la promessa che la tavola non è mai davvero abbandonata.

Il colore portafortuna di oggi è legno grezzo.
Lucky Color: BurlyWood — #DEB887Una mano ferma restituisce ciò che l'abbandono ha ammorbidito.

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