La promessa della carta è quella di un giardino che trabocca, di una tavola coronata di frutti e di covoni, di un riparo morbido e ampio. Ma al rovescio il giardino è trascurato. I tralci si aggrovigliano e si arricciano sopra filari un tempo ordinati, le zucche si gonfiano senza che nessuno le veda, e la terra stessa si fa distante. I rami si piegano sotto frutti lasciati a guastarsi, i muri che un tempo proteggevano ora pesano sulle stanze che racchiudono, e il raccolto non trova la strada verso chi ha fame. Per capire questa immobilità, si pensi alle antiche terrazze scavate in montagne avvolte nella nebbia, dove nessuna mano cura più il suolo e le pietre scivolano, lentamente, sotto il peso di stagioni dimenticate.
In una cucina le bucce dei tuberi riposano in un cesto intrecciato vicino al focolare. Patate e manioca, non sbucciate e non tagliate, aspettano nella luce fioca. Il torchio usato un tempo per spremere l'olio dalle noci tace, con il legno gonfio per il disuso e il metallo freddo. In un'altra stanza un poncho, pesante di lana andina, è steso su una sedia. La trama è intricata, ma la polvere si è depositata nei suoi motivi, e l'aria intorno trattiene l'odore del mais conservato e di una pioggia lontana. Lampade d'argilla, con la superficie incisa di giaguari e fiumi, tremolano ma non scacciano il freddo che avanza.
Fuori l'aria è piena del ricordo delle tempeste. C'è una tregua nel vento, una pausa senza fiato tra la pioggerella incessante e la promessa del sole che si apre un varco. Le nuvole si addensano sui crinali e scendono nelle valli di eucalipti ed erba selvatica. Al mercato che un tempo brulicava di mercanti che offrivano arazzi, semi di cacao e peperoncini secchi, le bancarelle sono vuote. Le monete che passavano di mano in mano, coniate con i volti di antichi imperatori e di lama, raccolgono polvere sul fondo di ciotole di zucca intagliata. Le vie dei commerci che un tempo si snodavano tra le foreste fino alle vette innevate sono ora perdute sotto letti di fiumi che cambiano corso e sotto le frane.
La sera una tazza di cioccolata calda speziata si raffredda su un tavolo grezzo. Il sapore è ricco ma nessuno lo assaggia, e il vapore sale arricciandosi e si mescola all'odore della terra dopo la pioggia. Un quipu, con le corde annodate di storie e di numeri, giace srotolato accanto alla tazza, il suo messaggio non letto, il suo significato che scivola in silenzio nell'ombra. In un angolo un sacco di quinoa è dimenticato, e i chicchi colano da un buco rosicchiato da un topo di montagna.
Oggi porti in tasca un piccolo talismano intrecciato, che Le ricordi di prendersi cura delle piccole trascuratezze. Prepari un pasto con ortaggi da radice, sbucciando e tagliando con attenzione, e ne offra una porzione a qualcuno che ha le mani vuote. Tolga la polvere da un vecchio indumento e lo indossi per scaldarsi, oppure ne rammendi le cuciture al lume di candela. Accenda una lampada o bruci un rametto di eucalipto, lasciando che il suo profumo Le ricordi pendii lontani e il bisogno di ripararsi senza lasciarsi schiacciare.
Il colore portafortuna di oggi è ocra.
Lucky Color: Peru — #CD853FLa pioggia forte passa; le montagne aspettano il sole.