Colors for the Fool

Il colore portafortuna di oggi, estratto dai tarocchi

Peschi una carta / L'Imperatrice

L'Imperatrice, giallo oro scuro. Il colore appare nello specchio al centro.

Giallo oro scuro

Al rovescio · #B8860B

Il frutteto al margine del campo sta come un tempo stava l'Imperatrice, con le braccia tese, ma ora la sua veste è lacera degli steli dell'anno passato. Un tempo le mele piegavano i rami, e il suolo era coperto dal tonfo leggero dei frutti caduti. Ora al loro posto si alza una siepe di rovi ed erbacce aggrovigliate. I cardi bucano il muschio, reclamando angoli selvatici dove le mani hanno smesso di curare. La staccionata del giardino si affloscia; il vento del tardo autunno la spinge, fischiando lungo traverse un tempo robuste e ora indifferenti a tenere qualcosa dentro o fuori. Il raccolto mai raccolto, i semi che avrebbero potuto nutrire una famiglia si sono consumati nel suolo, senza che nessuno li vedesse.

Lungo tutta la vecchia strada dei carri gli steli robusti di un'erbaccia qualunque si raccolgono come sentinelle. I loro pennacchi un tempo sfioravano gli orli dei cappotti dei viaggiatori, lasciando una polvere che si attacca agli scarponi pesanti. Queste verghe, robuste come bastoni da pastore, hanno resistito alla pioggia e alla siccità. Le loro cime, un tempo coronate di piccole torce, segnale per le api vaganti, ora si piegano sotto il peso dell'abbandono della stagione. In passato guaritori e raccoglitori le cercavano, ne traevano linfa e tisane per i dolori e le febbri, e la loro presenza era un semplice dono. Oggi i loro steli seccano nel vento, sbattendo l'uno contro l'altro con la voce di una scopa lasciata fuori tutto l'inverno.

La casetta dietro il frutteto è fresca, il focolare spazzato, i cesti vuoti. Un cappotto, del colore del grano impolverato e della vecchia farina di mais, pende accanto alla porta. Un tempo lo indossava una donna che camminava nell'erba bagnata di rugiada, raccogliendo radici all'alba. La sua trama ruvida, segnata da anni di uso, parla di lavori lasciati a metà. In dispensa i barattoli di miele stanno dimenticati, con i coperchi chiusi stretti e il contenuto che cristallizza lentamente. La dispensa, piena di sacchi del mulino, contiene soltanto avanzi; in questi mesi non arriva nulla dai campi, e le ultime patate stanno in una ciotola incrinata.

Molto oltre i campi, nelle grandi pianure, i coloni segnavano un tempo la fine dell'estate con le setole delle erbacce lungo la strada. I cavalli si tenevano lontani dalle loro macchie fitte. I bambini, tornati dalle faccende, coglievano i loro steli dritti per farne frecce improvvisate o segnalini per l'orto, e a volte li intrecciavano in ghirlande da appendere sopra la porta come supplica per una fortuna migliore al prossimo raccolto. Nella natura selvaggia, dove i temporali si addensano all'orizzonte, queste piante si piegano ma non si spezzano. La loro tenacia, anche se nessuno la nota, le ha tenute radicate attraverso generazioni di abbandono.

Ora, quando il vento soffia forte da ovest, porta un odore insieme terroso e vagamente medicinale: il respiro di un vecchio campo. L'aria è densa e silenziosa, pesante della consapevolezza di ciò che non è stato raccolto. Il riparo, un tempo una benedizione, sembra stretto e freddo. Eppure una mano può allungarsi verso ciò che resta ancora dritto vicino alla staccionata: una verga per spazzare il focolare, uno stelo per mescolare l'ultima minestra, un rametto per la teiera. Sono questi i gesti semplici: spazzare il gradino della porta, far bollire un po' di tisana con ciò che resta, rammendare la manica ruvida del cappotto, o posare un mazzo di steli secchi sulla mensola del camino come segno che non tutto è andato perduto.

Il colore portafortuna di oggi è giallo oro scuro.
Lucky Color: DarkGoldenRod — #B8860BLasci che le Sue mani raccolgano ciò che resta in piedi nel campo. Anche nell'abbandono qualcosa resiste.

Indietro — L'Imperatrice